Ha ancora senso curare la SEO del sito aziendale?
Con le risposte AI di Google si clicca meno, ma il posizionamento organico conta ancora. Cosa dicono i dati e dove concentrare il lavoro sul sito.
Sì, ha ancora senso, ma cambia dove conviene mettere l'impegno. Le risposte generate dall'intelligenza artificiale riducono i clic: uno studio del Pew Research Center sulle ricerche di 900 adulti statunitensi a marzo 2025 ha misurato un clic su un risultato tradizionale nell'8% delle visite con riepilogo AI, contro il 15% delle visite senza. Però, secondo la documentazione di Google, per comparire come fonte in quelle risposte una pagina deve prima essere indicizzata e idonea a comparire nei risultati normali. Il posizionamento organico, cioè la SEO, resta la porta d'ingresso anche per la ricerca con l'AI.
Per una piccola impresa la domanda utile non è se fare SEO, ma quale SEO: meno articoli generici scritti per attirare visite, più pagine chiare per chi sta cercando un fornitore. Questo articolo guarda ai dati e a cosa conviene curare oggi.
Cosa sta cambiando nella ricerca
Le funzioni AI di Google sono due. Le AI Overviews sono i riepiloghi che compaiono sopra i risultati per alcune ricerche. AI Mode è una scheda separata in cui si fanno domande più articolate e si ricevono risposte con i link alle fonti: dall'8 ottobre 2025 è disponibile anche in Italia e in italiano. Nell'annuncio Google riporta che i primi utenti di AI Mode hanno posto domande lunghe due o tre volte rispetto a una ricerca tradizionale.
Lo studio Pew dà qualche numero su come cambia il comportamento:
| Indicatore (Stati Uniti, marzo 2025) | Valore |
|---|---|
| Ricerche analizzate con un riepilogo AI | circa il 18% |
| Visite con clic su un risultato tradizionale, con riepilogo AI | 8% |
| Visite con clic su un risultato tradizionale, senza riepilogo AI | 15% |
| Visite con clic su un link dentro il riepilogo | circa l'1% |
| Sessioni chiuse dopo la pagina dei risultati, con riepilogo AI | 26% |
| Sessioni chiuse dopo la pagina dei risultati, senza riepilogo AI | 16% |
Sono dati statunitensi e non vanno trasferiti all'Italia così come sono. Dicono due cose. La prima: quando c'è un riepilogo AI, una parte delle persone si accontenta della risposta e non visita nessun sito. La seconda, che si nota meno: in quel campione la grande maggioranza delle ricerche non mostrava alcun riepilogo, e su quelle la quota di visite con un clic su un risultato era quasi il doppio.
Perché la SEO serve ancora
Le risposte AI attingono dai siti indicizzati. Nella pagina per i gestori di siti, aggiornata a dicembre 2025, Google scrive che non ci sono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali per comparire nelle AI Overviews o in AI Mode: una pagina deve essere indicizzata e poter comparire nella ricerca con un estratto. Chi non cura la presenza organica non compare né nei risultati classici né tra le fonti delle risposte AI.
La maggior parte delle persone cerca ancora nel modo consueto. Secondo ISTAT, nel 2025 l'83,1% della popolazione dai 6 anni in su ha usato internet negli ultimi tre mesi, mentre solo il 17,8% delle persone dai 14 anni in su ha usato strumenti di intelligenza artificiale generativa. Nella fascia 16-74 anni l'Italia è al 19,9%, contro il 32,7% della media europea. I giovani sono già oltre: tra i 14 e i 19 anni la quota sale al 51,2%. È una tendenza da seguire, ma oggi la gran parte dei tuoi potenziali clienti passa ancora dalla ricerca tradizionale.
Avere un sito non basta più a distinguersi. Sempre secondo ISTAT, nel 2025 il 76,5% delle imprese con almeno 10 addetti ha un sito web, mentre solo il 14,7% realizza online almeno l'1% dei ricavi. Per la maggior parte delle piccole imprese il sito non vende, serve a farsi trovare e a ricevere richieste. Se quasi tutti i concorrenti ne hanno uno, conta quale compare quando un cliente cerca.
I clic che restano sono più vicini a una decisione. Google sostiene che i clic che arrivano dalle pagine con AI Overviews sono di qualità più alta, perché chi entra nel sito tende a restarci più a lungo. Non pubblica numeri a sostegno, quindi va preso come una posizione dell'azienda e non come un dato. È però coerente con quello che si osserva: le domande generiche si esauriscono su Google, sul sito arriva chi ha un'esigenza precisa.
Quale SEO, per una piccola impresa
Prendiamo un'azienda di nove persone che installa serramenti per privati e condomini in una provincia del Nord. Negli anni ha pubblicato sul sito articoli come "differenza tra PVC e alluminio" e "quanto dura una finestra", pensati per portare visite.
Oggi la domanda "meglio PVC o alluminio" riceve spesso una risposta direttamente nella pagina di Google, e quell'articolo porterà probabilmente meno visite. La ricerca "sostituzione serramenti condominio Treviso" invece è fatta da qualcuno che sta scegliendo un fornitore. È lì che il posizionamento organico rende, e lì conviene concentrare il lavoro:
- una pagina per ogni servizio, con zona servita, tipi di intervento, tempi indicativi e marchi trattati, scritta con le parole che usano i clienti;
- lavori reali documentati, con foto, luogo e tipo di intervento: sono contenuti che un riepilogo AI non può sostituire;
- risposte alle domande che arrivano al telefono, scritte sul sito in modo chiaro;
- la scheda dell'attività su Google aggiornata e coerente con il sito: orari, indirizzo, telefono, servizi;
- un contatto semplice da smartphone, perché chi arriva con un'esigenza precisa deve poter scrivere o chiamare subito.
Le basi tecniche restano le stesse
Google elenca indicazioni che chi si occupa di SEO conosce da tempo:
- permettere a Google di scansionare il sito;
- collegare le pagine importanti con link interni;
- offrire una buona esperienza di navigazione;
- mettere i contenuti importanti in forma di testo, non solo dentro immagini;
- verificare il sito in Search Console, dove il traffico arrivato dalle funzioni AI è conteggiato insieme a quello della ricerca web.
Google precisa anche che non servono file dedicati all'AI né markup particolari. Conviene quindi essere prudenti con chi propone pacchetti di "ottimizzazione per l'AI" come servizio separato e urgente: le basi contano, ma sono quelle di un sito fatto bene.
Da dove partire
Qualche controllo, in ordine di impegno crescente.
1. Guarda i dati che hai già. In Search Console controlla quali ricerche portano visite e se i clic sono calati negli ultimi mesi. Distingui le pagine informative da quelle sui servizi: spesso il calo riguarda le prime.
2. Verifica per cosa compari. Cerca i tuoi servizi principali con il nome della tua zona, come farebbe un cliente. Se non compari, il lavoro da fare è sulle pagine dei servizi, non su nuovi articoli.
3. Scrivi le risposte alle domande frequenti reali. Chiedi a chi risponde al telefono quali sono le cinque domande che riceve più spesso e trasformale in contenuti sul sito.
4. Allinea la scheda Google dell'attività. Stessi dati del sito, foto aggiornate, servizi descritti con le parole dei clienti.
5. Misura i contatti, non solo le visite. Conta quante richieste arrivano dal modulo, dalle chiamate e dalle email, e da quali pagine. Un sito con meno visite ma più richieste qualificate funziona meglio di prima. Se stai valutando di rifare il sito, l'articolo su quanto costa un sito web aiuta a leggere i preventivi.
In sintesi
Le risposte generate dall'AI riducono i clic sulle ricerche informative: negli Stati Uniti, con un riepilogo AI in pagina, la quota di visite con un clic su un risultato scende dal 15% all'8%. Ma per essere citati in quelle risposte bisogna essere indicizzati e visibili nella ricerca organica, e in Italia la maggior parte delle persone non usa ancora strumenti di AI generativa.
Per una piccola impresa curare la SEO ha quindi ancora senso, con un obiettivo più preciso: farsi trovare da chi cerca un fornitore nella propria zona e per i propri servizi, più che attirare visite con contenuti generici. Che si rinnovi il sito o lo si faccia da zero, conviene partire da qui.
Fonti
- Pew Research Center, Google users are less likely to click on links when an AI summary appears in the results (luglio 2025)
- Google Search Central, AI features and your website (aggiornata al 10 dicembre 2025)
- Google Italia, AI Mode arriva anche in Italia (8 ottobre 2025)
- ISTAT, Imprese e ICT, anno 2025 (dicembre 2025)
- ISTAT, Cittadini e ICT, anno 2025 (aprile 2026)
